L’atto d’accusa contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini passa a Palermo

"Voi pensate che io abbia paura e mi fermi? Mai."

Luigi Patronaggio, procuratore di Agrigento, ha consegnato questa mattina un plico sigillato con il fascicolo d’inchiesta al procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Lo Voi. Un primo passaggio verso il tribunale dei ministri che dovrà valutare le accuse contro Matteo Salvini. 5 i capi di accusa rivolti nei confronti del vicepremier per il blocco di 177 migranti sulla nave Diciotti, rimasti dieci giorni al porto di Catania. Sequestro di persona, abuso d’ufficio, arresto illegale, sequestro di persona a scopo di coazione e di omissione di atti d’ufficio, il capo del Viminale potrebbe rischiare dai 25-30 anni di carcere.
Il ministro Salvini ha già annunciato che vorrà essere interrogato. Potrebbero chiedere un’audizione anche le “parti offese” dei reati, ovvero i migranti.
“50 pagine di accuse nei miei confronti, 5 reati contestati (sequestro di persona!), 30 anni di carcere come pena massima.
Voi pensate che io abbia paura e mi fermi?
Mai.
So che in Italia ci sono tanti giudici liberi, onesti e imparziali, per me “prima gli Italiani” significa difendere sicurezza e confini, anche mettendosi in gioco personalmente.
Di politici ladri, incapaci e codardi l’Italia ne ha avuti abbastanza.
Contate su di me, io conto su di voi.”, questo il commento pubblicato su Facebook da
Matteo Salvini, subito dopo aver appreso la notizia del trasferimento degli atti nel capoluogo siciliano.

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