Oggi 3 settembre, verrà tolta la scorta a Capitano Ultimo. L’uomo che ha arrestato Riina si sfoga su Twitter.

"La #sicurezza dei #cittadini non è una #passerella, non è una macchina del #voto.#bagarella e la #mafia sono un pericolo , chi dice il contrario deve dimostrarlo oppure deve occuparsi di altro."

Venticinque anni fa, il 15 gennaio 1993 a Palermo, una squadra di Carabinieri guidata dal Capitano Ultimo, il colonnello Sergio De Caprio, a capo del gruppo Crimor, arrestava Totò Riina, il capo di Cosa Nostra, responsabile di decine di omicidi e delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio. Il militare vive sotto scorta da quando è stata resa nota la sua vera identità, ma da oggi, 3 settembre 2018, gli verrà definitivamente revocata la scorta. A prendere la decisione di revocare la protezione al colonnello, che consisterebbe in un’auto non blindata e due uomini, è stata presa il 31 luglio su proposta del Coordinamento delle forze di polizia. Ancora ignoto il motivo specifico per cui è stata presa tale decisione.  A rendere nota la vicenda è stata Rita Dalla Chiesa, figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia esattamente il 3 settembre del 1982, data che sicuramente per una strana coincidenza ha reso questo giorno sicuramente ancora più triste. Con un post su facebook la conduttrice televisiva si rivolse al vicepremier leghista definendo ingiusto questo provvedimento – “In questo foglio c’è’ scritto che, dal 3 settembre, verra’ tolta la scorta al Capitano Ultimo. A colui che arrestò Toto’ Riina. Il 3 settembre venne anche ucciso mio padre. Ministro Matteo Salvini lei sa di questa aberrante decisione? La scorta a Saviano si, e a Capitano Ultimo no?”. L’appello della conduttrice non è rimasto l’unico, sono tante le persone che stanno mostrando vicinanza al Capitano in questi giorni, ricordiamo tra questi, Giorgia Meloni – “La revoca della protezione al Capitano Ultimo oltraggia la memoria di tutti gli eroi che si sono sacrificati per combattere la mafia e umilia tutti quei servitori dello Stato che, ogni giorno, sono in prima linea nella guerra alla criminalità organizzata. Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione parlamentare e rivolge un appello al Presidente della Repubblica Mattarella: intervenga per mettere fine a questa ignominia e restituire al colonello De Caprio la dignità e l’attenzione che merita.”. Anche Giorgio Mulé, parlamentare forzista, ieri con un tweet rivolto al capo del Viminale “La mafia fa schifo @matteosalvinimi, ma fa ancora più schifo uno Stato che sceglie di smettere di proteggere il capitano @UltimoUMC. Da domani il carabiniere che arrestò Riina sarà senza scorta. E questo è certamente un cambiamento…”. Ad intervenire sulla polemica, è lo stesso Colonnello De Caprio, che ha scelto twitter per comunicare il suo dissenso scrivendo numerosi post, ne citiamo solo alcuni: “I peggiori sono sempre quelli che rimangono alla finestra a guardare come andrà a finire. Sempre tutti uniti contro la #mafia di Riina e Bagarella. No omertà No mobbing di Stato”- ancora – “Sono un soldato, non ho il diritto di entrare nel merito di questa decisione. Chiaramente la vicenda legata alla mia sicurezza riguardava ciò che alcuni collaboratori di giustizia, tra cui La Barbera, spiegavano sul killer Bagarella, che in un’occasione aveva offerto un miliardo di lire a chi avesse fornito indicazioni su di me, il Capitano Ultimo”. De Caprio ha inoltre citato anche il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nel giorno del trentaseiesimo anno della sua scomparsa.

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