Nel 2017 una ghigliottina per Matteo Renzi e Poletti. Oggi manichini bruciati raffiguranti Di Maio e Salvini.

Denunciate due persone per villipendio delle istituzioni

«Non mi fa effetto vedere la mia testa rotolare. Mi fa effetto vedere persone che rinunciano a pensare con la loro testa e vivono di slogan legati a un passato ideologico e fumoso. E mi fa effetto vedere amministratori comunali pagati da tutti i cittadini che anziché schierarsi con le forze dell’ordine e con le istituzioni rilanciano le immagini della rivoluzione francese e dei tempi della ghigliottina. Troppo facile prendere le distanze a parole e poi però sfilare con i violenti nei cortei. Ci avevano chiesto di portare il G7 a Torino e poi hanno fatto fare una figuraccia all’anima profonda e solidale di questa città, prima capitale d’ItaliaE ci sono squallidi amministratori comunali che non hanno avuto la forza, o la voglia, di spendere una parola per prendere le distanze da certe formazioni anarchiche o presunti tali, da centri sociali, da persone abituate a vivere di violenza quantomeno verbale», furono queste le parole di Matteo Renzi, il 1 ottobre del 2017, dopo aver visto in tv manifestanti contro il G7 di Torino decapitare due manichini, uno rappresentante il volto dell’allora Presidente del Consiglio ed uno col volto del ministro del lavoro Giuliano Poletti.

Ed esattamente a quasi poco più di un anno, nella stessa città, Torino, alcuni studenti durante la manifestazione contro le politiche del Governo, hanno bruciato dei manichini raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Sui lampioni di piazza Castello, dove sono arrivati in corteo, sono state attaccate alcune foto dei leader di Lega e Movimento 5 Stelle col volto imbrattato di vernice rossa e sotto le note di un unico grido di  “Chi non salta è della Lega è”, i due fantocci si son ridotti in cenere.

Il segretario leghista ha commentato così, su twitter, il gesto: “Questi “democratici” studenti, coccolati dai centri sociali e da qualche professore,avrebbero bisogno di molte ore di educazione civica. Forse capirebbero che BRUCIARE in piazza il manichino di Salvini, e di chiunque altro, o appenderne ai lampioni le immagini è una cosa schifosa“.

Diversa invece è la risposta di Luigi Di Maio, che ha commentato così la mobilitazione nazionale: “Ci sono ragazzi che stanno manifestando, per prima cosa vediamoci, le porte del ministero sono aperte. Le manifestazioni si devono fare, andate avanti ho fatto il rappresentante degli studenti, so bene quale è il valore di una pressione sociale pacifica. Ma non è vero che tagliamo a scuole e università. Vediamoci per un confronto“.

Ora risultano due le persone denunciate, dopo avere bruciato i due fantocci, per villipendio delle istituzioni: due ragazze del centro sociale Askatasuna, di 17 e 18 anni.

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